«Il cattivo ragazzo che voglio» di Giulia Besa

Titolo: Il cattivo ragazzo che voglio
Autore: Giulia Besa
Editore: Giunti
Genere: Romanzo Rosa
Prezzo e-book: € 4,99
Prezzo libro: € 8,41

La trama:
Chiara, ultimo anno di liceo a Roma, è la classica brava ragazza. La sua migliore amica lotta da anni per trascinarla in discoteca e farla divertire, ma invano. La storia con Tommaso, un ragazzo più grande di lei, si è chiusa nel peggiore dei modi: al momento in cui si sono trovati insieme e nella giusta circostanza, Chiara non è riuscita a fare l’amore perché le è mancata la sicurezza. E lui, dopo averla invitata al Circo Massimo in una bella serata di vento, la molla, umiliandola davanti agli amici.
Pochi giorni dopo Chiara conosce Cesare: alto, fisico atletico e muscoloso, capelli neri che lambiscono il viso dalla carnagione chiara; e gli occhi, due opali nere, sul fondo delle quali si nasconde sempre un velo di malinconia. Ma Cesare è pericoloso quanto fascinoso: schivo, volubile, ha tatuato sul petto un intrico di rovi, simbolo evidente della sua chiusura agli affetti.
Chiara è attratta, ma cerca in tutti i modi di starne alla larga. Anche Cesare, che nasconde ferite antiche e profonde, vorrebbe stare lontano da lei, ma l’attrazione reciproca è forte. Comincia così un’intensa e combattuta storia d’amore, sullo sfondo di una bellissima Roma, affascinante quanto i giovani protagonisti.

La Recensione (di Roxy D.) ✮ + ½ (3 + ½ stelle su 5)

Carissime amiche e carissimi amici,

questa settimana vi parlo di uno Young Adult: "Il cattivo ragazzo che voglio" di Giulia Besa.

Premetto subito che nonostante non sia proprio una ragazzina, in linea di massima mi piace leggere storie dedicate agli adolescenti: mi piace scoprire le loro emozioni, le loro prime volte, i loro pensieri. Però, ancora una volta, mi dispiace un po' constatare che la scrittura di un libro dedicato agli adolescenti non dovrebbe essere impostata in maniera troppo adolescenziale se si vuole catturare anche un pubblico un po' più adulto. Perché le potenzialità ci sono (annuncio rivolto agli autori e alle case editrici), ma alla fine dei conti manca... il contenuto emozionale. Quello vero.
 
In questo libro si parla di amori adolescenziali. La storia non è originalissima, ma ha il pregio di scorrere via facilmente, in maniera molto scorrevole. Quindi possiamo suggerirlo a un pubblico davvero molto giovane. Per quanto mi riguarda, invece, non posso non mettere in rilievo diversi punti in cui mi sono abbastanza annoiata e in cui sono stata tentata di abbandonare la lettura.
 
Troppi cliché! A partire dalle caratteristiche di Chiara, la protagonista: carina, brava, studentessa modello. Piace ai ragazzi ma lei sembra non farci caso. Sta con Tommaso, ma Tommaso la delude. Si lascia convincere dall'amica ad andare in discoteca, e conosce Luca. Luca sembra proprio il ragazzo perfetto: bello, educato, gentile, affabile. Il tipico ragazzo che piacerebbe a tutte e che tutte vorrebbero al proprio fianco. Ma se la bella protagonista cedesse al suo fascino, il romanzo non avrebbe motivo di essere scritto!
 
E allora ecco arrivare il cattivo ragazzo, quello bello e tenebroso che nei romanzi rosa "dovrebbe" farci impazzire: Cesare. Dal punto di vista del lettore arriva sicuramente un po' di pepe e interesse in più. Quello che, sotto sotto, comincia ad attrarre anche Chiara. Che ha paura di lui e non vorrebbe essere solo una delle sue conquiste, ma... come in ogni romanzo che si rispetti, dietro le brutte maniere del bad boy di turno c'è una storia da scoprire, c'è un cuore pulito che chiede di essere amato.

Le conclusioni? Scontate o ci troveremo di fronte a una sorpresa? Questo lo lascio scoprire a voi.
 
Un romanzo così appassionerà sicuramente un pubblico adolescenziale, ma poco esigente. Chi in un libro cerca evasione e passione, in cui ritrovare un po' di sé. Dove non c'è un gran lavoro introspettivo che metta in luce delle precise caratteristiche dell'autore. Un libro semplice, scontato, tenero. Persino piacevole. Ma nessun fuoco d'artificio, nessun colpo di scena particolarmente rilevante. Nessuna emozione particolare da segnalare.